Papa Francesco: fratelli e sorelle buonasera!

Pope+Francis+White+Smoke+Spotted+New+Pope+gf6cp_4ModclAppena eletto ed ha già molti primati: primo papa sudamericano, primo papa gesuita, primo papa a scegliere un nome impegnativo come quello di Francesco.

E’ nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 ma è di origini piemontesi. Da ragazzo ha subito l’esportazione di un polmone a causa di una infezione respiratoria. Ha studiato e si è diplomato come perito chimico. E’ entrato nella compagnia di Gesù ed è diventato sacerdote nel 1969.

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La dittatura del gender

Senza titolo.001A parte i casi facenti riferimento a gravi patologie (vedi, per esempio, l’ermafroditismo) se la natura è costituita da maschi e femmine, uomini e donne, un motivo dovrà pur esservi. Non è dato a noi scegliere il proprio sesso, ma bensì di riconoscerlo, di rispettarlo ed identificarci in esso, “c’est la vie”.
Gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche, infatti il sesso e il genere costituiscono un tutt’uno. Continua a leggere

Il carisma francescano: avventuroso e realistico

Francesco percepì che la Trinità lo chiamava e inviava, assieme ai suoi fratelli, ad adempiere un mandato specifico: prendersi cura dell’umanità intera e soprattutto di quella più povera, umile e sofferente; rispettare ogni creatura; responsabilizzare ciascuno nei confronti del Vangelo, del Regno e dei fratelli; far conoscere l’amore inesauribile e infinito del Padre verso tutti gli uomini. Continua a leggere

Chiara e la Nuova Evangelizzazione

La decisione di lanciare la nuova evangelizzazione non è un’azione di difesa, ma la consapevolezza della Chiesa di essere missionaria… La nuova evangelizzazione significa rinnovare in noi lo spirito missionario che deve essere presente in ogni cristiano…

La nuova evangelizzazione richiede nuovi missionari. Pensare di fare la nuova evangelizzazione sulla carta non serve né funziona. Il nostro compito si assolve avendo e promuovendo nuovi missionari… Continua a leggere

La storia di Gianna Jessen in un film: October Baby. Come la vita ha vinto sull’aborto

“Hannah è una bella ragazza di 19 anni, matricola al college che nonostante la sua energica (e a tratti ingenua) personalità, si è sempre sentita distaccata dal suo ambiente.

Le manca qualcosa, ha sempre sentito un’ombra sulla sua esistenza, sul suo diritto di esistere. Dovrà superare un forte shock quando realizzerà che la sua non è una semplice condizione interiore o caratteriale, ma piuttosto il marchio di un’esperienza che non aveva potuto vivere coscientemente. Non solo la ragazza verrà messa al corrente di essere stata adottata, ma scoprirà di essersi conquistata la vita per fatalità, scampando all’aborto. Continua a leggere

“Sulla mia fronte è scritto trattami bene perché mio Padre è il padrone del mondo”

Gianna Jessen sopravvissuta all’aborto

I suoi genitori avevano diciassette anni quando fu concepita. La mamma, che non accettò la figlia, si rivolse in ritardo ad uno dei più grandi centri che praticano interruzioni di gravidanze presenti negli Stati Uniti. Essendo una gravidanza avanzata venne praticato un aborto salino. Questa procedura prevede l’iniezione di una sostanza salina nell’utero della madre che, una volta deglutito dal piccolo in grembo, ne causa la bruciatura degli organi interni ed esterni, dopodiché, entro le 24 ore successive, il bambino viene partorito morto. Negli Stati Uniti, fino al 2002, se un bambino nasceva vivo dopo un aborto l’usanza era quella di soffocarlo. Continua a leggere