Dalle comunità cattoliche cinesi in Italia

Estratto dal rapporto sulla pastorale missionaria
della Comunità Cattolica Cinese in Italia – Anno 2011

Don PIETRO CUI XINGANG
Coordinatore Nazionale

1. Risultati positivi nel servizio pastorale

La comunità cattolica cinese in Italia, sebbene non sia né grande come dimensioni né particolarmente influente, tuttavia ormai le comunità locali sono state costituite (o in alcuni casi sono in via di formazione) in tutte le maggiori città italiane e i responsabili per la pastorale dei migranti delle diocesi a maggior concentrazione di immigrati cinesi comprendono man mano sempre più l’importanza e l’urgenza dell’evangelizzazione verso i cinesi. I cappellani cinesi sono tutti coinvolti nella propria responsabilità e impegnati nel servizio, dedicando molte energie per lo sviluppo delle comunità cinesi.
Nell’ultimo anno le comunità hanno registrato le seguenti novità e cambiamenti:

Servizio pastorale: le possibilità offerte per il sostegno alla vita di fede dei fedeli laici si sono moltiplicate; molte comunità sono in grado di amministrare i sacramenti in cinese, come anche organizzare ritiri,

insegnare catechismo e formare i catecumeni in lingua cinese. Si organizzano campi estivi per i giovani, incontri di preghiera nelle famiglie, gruppi di lettura della Bibbia, ecc. Alcune comunità, per rafforzare la fede dei propri membri, hanno anche cominciato ad organizzare pellegrinaggi a Lourdes, Fatima e Gerusalemme.

Servizio di evangelizzazione: con l’impegno di tutti i sacerdoti cinesi, il lavoro di evangelizzazione ha già cominciato a portare i suoi frutti e il numero dei nuovi cristiani aumenta continuamente. In Italia ogni anno più di 50 catecumeni ricevono il battesimo.

Le comunità si inseriscono nella vita e nella struttura delle rispettive Diocesi. Si organizzano attività di evangelizzazione verso i non cristiani, si distribuiscono volantini e materiale di divulgazione cristiano, incrementando la notorietà e la conoscenza della Chiesa cattolica nella cerchia degli immigrati cinesi. Molte comunità aiutano i connazionali in difficoltà, offrono corsi gratuiti di lingua italiana, traduzioni gratuite, aiutano anche i cinesi che si trovano in viaggio in Italia; molte comunità prestano servizi gratuiti agli studenti cinesi. Spessissimo si vedono membri delle comunità cattoliche cinesi che accompagnano nelle visite in ospedale o negli uffici amministrativi gli immigrati che hanno più problemi nell’esprimersi in italiano. Tutto ciò è veramente un modo di realizzare l’insegnamento di Gesù che dice: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Molti sono gli studenti delle università ecclesiastiche che approfittano delle ferie estive per prestare servizio a favore degli immigrati cinesi. Pertanto, ci sono anche buoni risultati.

2. Carenze nel lavoro di evangelizzazione

Sebbene tutte le comunità siano in fase di crescita progressiva, tuttavia se questo si compara con l’aumento del numero degli immigrati sentiamo è che ancora come una goccia nel mare. Per quanto riguarda le carenze tutt’ora registrate nel campo dell’evangelizzazione dei cinesi in Italia, si possono indicare i seguenti punti:

1) Anomalie nelle strutture organizzative

La Santa Sede affida la cura pastorale dei migranti cinesi alle Chiese locali, ma la Chiesa italiana è a sua volta carente di personale religioso in servizio pastorale per i cinesi. Tutto ciò fa sì che, in molte città italiane, le diocesi organizzano in modo più o meno passivo il servizio pastorale ai cinesi. In molti luoghi il numero di cattolici cinesi è già di alcune decine, ma la diocesi non nomina nessun prete che sappia parlare cinese per la loro cura pastorale e in questo modo è inutile anche solo parlare di evangelizzazione per i non cristiani. Addirittura ci sono alcuni cattolici provenienti dalla Cina che una volta arrivati in Italia, questa Nazione cattolica, abbracciano qualcuna delle nuove comunità evangeliche protestanti.

Nella situazione odierna della comunità cattolica cinese, a causa di limitazioni di ogni genere, ciò che possiamo fare è solo un certo servizio pastorale nella cerchia dei cattolici stessi, ma, per menzionare uno qualsiasi dei nostri servizi di evangelizzazione, non arriviamo a parlare di nessun progetto su larga scala.

2) Insufficiente attenzione da parte delle autorità ecclesiali

Attualmente, molti Istituti religiosi investono il loro futuro per la Cina, non temono di impegnare per questo risorse anche economiche, rischiano quasi di eludere la legge cinese per acquistare case e terreni in Cina, ma nello stesso tempo trascurano l’evangelizzazione degli immigrati cinesi che si trovano in Italia, che stanno proprio sotto i loro occhi. In realtà, fare missione in Italia con gli immigrati è come fare missione direttamente in Cina: credo che tutti comprendano questo concetto.

3) Scarsità di missionari

Con le difficoltà che abbiamo esposto nei punti precedenti, non è possibile avanzare nella missione evangelizzatrice dei circa 300.000 cinesi immigrati in Italia. Per quest’opera di evangelizzazione quanti operatori pastorali servirebbero? Mentre attualmente abbiamo solo 11 persone impegnate in questo servizio per tutta l’Italia. I sacerdoti appartenenti ad Istituti missionari che possano svolgere il loro servizio per i cinesi in Italia sono anche relativamente pochi.  La situazione attuale è questa: i sacerdoti anziani che svolgevano il loro ministero tra i cinesi in Europa uno dopo l’altro sono andati in pensione e i giovani sacerdoti non riescono a rimpiazzarli; a causa di ciò, in molti luoghi è inutile parlare di sviluppo perché anche solo conservare i cattolici che già ci sono è diventato problematico.

4) Scarsa reperibilità delle risorse economiche

Alle difficoltà sopra esposte, si somma alnche quelle economiche. Molte comunità sono appena fondate da due o tre anni, formate per la maggior parte da nuovi battezzati; alcuni cattolici non hanno ancora i documenti in regola come immigrati, le loro stesse condizioni di vita sono problematiche, e quelli che possono aiutare economicamente la Chiesa sono pochissimi. Per il servizio missionario non esiste nessuna risorsa economica e questa difficoltà è seria al punto da compromettere tutto il servizio di evangelizzazione.

3. Riflessione sullo sviluppo delle altre religioni tra gli immigrati

Tutti sanno che l’Italia è un Paese cattolico, ma negli ultimi anni il veloce sviluppo delle altre religioni tra gli immigrati cinesi costituisce veramente una sorpresa.

1) Le nuove comunità evangeliche

Con il forte sostegno delle nuove comunità protestanti degli Stati Uniti, in meno di dieci anni si sono costituite nuove comunità evangeliche in tutte le principali città italiane. Attraverso le loro offerte (la decima) e l’aiuto economico dall’estero, hanno acquistato edifici quali cinema in disuso, teatri, saloni o appartamenti, per farne i loro luoghi di culto o per le varie attività missionarie e di servizio per gli immigrati, acquistando quindi il favore degli immigrati stessi. Qualcuno ha quantificato che tra di loro ci sono 400-500 italiani impegnati nello studio della lingua cinese in Cina, a Taiwan e Hong Kong, per prepararsi alla missione. Possiamo trovare facilmente italiani che parlano un cinese fluente e che predicano tra i cinesi. Hanno costituito un “Istituto Cinese di Teologia in Europa”; pubblicano un giornale mensile, “Il corno”, che viene distribuito gratuitamente. Hanno anche un sito web unificato per tutta l’Europa. Nei negozi cinesi si trova facilmente il loro materiale divulgativo e spesso sono presenti i missionari stessi. Grazie al loro impegno globale hanno costituito 35 comunità cinesi in Italia in soli 10 anni.

2) Buddismo

Anche la comunità buddista è molto attiva tra gli immigrati cinesi in Italia.

3) Testimoni di Geova

Il loro sviluppo è rapido quanto quello della comunità protestante, ma costituiscono una grave minaccia per la comunità cattolica. I loro membri vanno di porta in porta per visitare le famiglie; si può vedere la loro ombra in tutti i negozi cinesi e in tutti i luoghi dove abitano i cinesi. Nella cerchia degli immigrati cinesi, quanto si nomina la Chiesa cattolica, poca gente la conosce, ma quanto si nomina la comunità protestante o i testimoni di Geova, tutti sanno.

A partire dallo sviluppo delle altre religioni, dobbiamo fare una riflessione: perché i protestanti, che secondo noi sono divisi in tanti gruppi, riescono ad essere solidali nella missione; hanno un unico “Istituto di Teologia”; pubblicano materiale in comune; possono costituire così tante comunità e così rapidamente; riescono a radunare gli studenti universitari cinesi di tutta Europa? Mentre noi, che ci diciamo “unica” Chiesa cattolica, tuttavia non riusciamo a collaborare e non siamo in grado di portare avanti insieme lo sviluppo della nostra Chiesa? Perché in Italia, dopo cinque anni di lavoro, di domande, di lotte, non riusciamo ancora ad avere un luogo da usare come ufficio per l’evangelizzazione dei cinesi? Questo richiede la riflessione di tutti gli Istituti religiosi che hanno a cuore l’evangelizzazione della Cina, di tutti i membri della Chiesa: alla fine, qual è la ragione di ciò? Credo che per affrontare le difficoltà dell’evangelizzazione in Italia ci sia bisogno della collaborazione di tutti.

4. Nuove proposte per la pastorale missionaria tra i cinesi in Italia

Vogliamo esortare tutti a fare della pastorale missionaria dei cinesi in Italia una preoccupazione comune. Dovremmo concentrare la nostra attenzione sui seguenti ambiti per affrontare la situazione concreta e iniziare il nostro lavoro futuro:

1) Costituire un’Associazione per l’evangelizzazione dei cinesi in Italia

Stiamo preparando un’Associazione per l’evangelizzazione dei cinesi in Italia,  attraverso cui si potranno prendere contatti con tutte le comunità cattoliche cinesi in Europa, per un incoraggiamento e aiuto reciproco, e unire le forze di tante persone per evangelizzare e servire gli immigrati cinesi. Dove non è stata ancora ufficialmente costituita una comunità cattolica cinese si potranno inviare studenti ecclesiastici (preti, seminaristi e suore) per svolgere un servizio durante l’estate.

Spero sinceramente che tutti quelli che partecipano oggi a questo convegno entrino a far parte della nostra Associazione e ne diventino membri. Mi auguro che tutti possiate appoggiare il lavoro di questa Associazione.

2) Prima di tutto, stabilire comunità in tutte le città dove si trovano immigrati cinesi

Attraverso la collaborazione di tutti, speriamo di raccogliere i recapiti dei cattolici di tutte le città dove non c’è ancora un cappellano cinese e di poter individuare almeno uno o due laici che possano fungere da persone di riferimento in modo che i cattolici o le persone interessate a conoscere la Chiesa possano facilmente rintracciare le nostre comunità; questo può rappresentare una base su cui poi stabilire le future comunità.

In seguito, diffondere una lista di recapiti delle comunità di tutta Italia, di siti web cattolici cinesi, in modo per le nuove comunità si possano facilmente trovare e coordinare sacerdoti e religiose disponibili al servizio. L’evangelizzazione è come la guerra: è importante il morale degli uomini. Attraverso la condivisione del lavoro, la costante formazione di nuove comunità, il morale dei sacerdoti che svolgono questo servizio si innalzerà, così come quello dei laici impegnati.

5. Unità nelle denominazioni

Poiché nelle nostre comunità ci sono persone di lingua cinese, ma di diverse provenienze e la Chiesa cattolica in Cina a seconda della provenienza ha anche i suoi punti peculiari, così i canti, la liturgia e le denominazioni dei gruppi e comunità ecclesiali possono avere delle diversità tra loro.

Alcune comunità hanno cominciato a registrare le loro strutture presso gli uffici governativi italiani: in questi casi bisogna trovare un’unità nelle denominazioni, per evitare di dover poi correggere in un momento successivo.

6. Prospettive di sviluppo

L’esperienza ci insegna che dove si coltiva c’è anche il raccolto. Dall’esempio di molte comunità, come quella di Rimini, Napoli, Milano, Prato, ecc., possiamo dedurre una conclusione: se noi lavoriamo, sicuramente la nostra comunità crescerà; se noi costituiamo una comunità, certamente il numero dei fedeli aumenterà di giorno in giorno e anche il numero dei nuovi battezzati si moltiplicherà. In Germania c’è un detto che dice più o meno così: “Dove ci sono colombi, lì si riuniranno altri colombi”.

Grazie a tutti!

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