Giovani e preghiera

La preghiera è quello che i giovani possono offrire al mondo.

“Pregare da soli è bene, ancor più bello e proficuo è pregare insieme”. Il Papa, nel Messaggio per la 24ª Gmg che è stata celebrata il 5 aprile in ogni diocesi, ha invitato i giovani a pregare, da soli e insieme. La preghiera è infatti un luogo privilegiato dell’incontro con Gesù e la sua presenza è la nostra speranza.

Pochi giorni fa Luigi mi ha chiesto, con un sms, di pregare per lui: a breve verrà processato per un reato commesso anni fa; ci eravamo parlati di persona e non aveva avuto il coraggio di chiedermelo. Anche una coppia di miei amici mi ha chiesto una preghiera: stanno per andare in Russia ad adottare un bambino.

Una giovane mi ha confidato che prega per la fede del proprio papà. Pochi giorni fa, casualmente, sono venuto a scoprire che un ragazzo avviato al sacerdozio è stato salvato da una vita dissoluta anche grazie alla preghiera intensa di un amico che ha digiunato per lui a pane e acqua per un mese! Ho notato che nessuno, nemmeno un mio collega insegnante di filosofia agnostico, rifiuta una preghiera.

Pregare insieme non è facile, non so perché; in genere, dopo aver ascoltato i problemi di qualcuno, gli propongo di dire insieme una preghiera. L’ho imparato da un confessore. Talvolta mi capita, con alcuni giovani, di recitare insieme una preghiera, al telefono. Ad alcune coppie chiedo: tutte le sere, prima di addormentarvi, prendetevi per mano e recitate un Padre Nostro.

Grazie sorelle e fratelli monaci ed eremiti che nel nascondimento pregate per tutti. Spesso mi ritrovo a desiderare un mondo senza droga, alcool, pornografia, prostituzione, senza mafia, senza razzismi e provo impotenza. Mi consola pensare agli apostoli che non riuscirono a guarire un giovane epilettico e a Gesù che disse loro che certi demoni si sconfiggono solo con la preghiera e il digiuno. La preghiera è la prima cosa che i giovani credenti possono offrire al mondo: una potenza invisibile.

don Nicolò Anselmi