“Sulla mia fronte è scritto trattami bene perché mio Padre è il padrone del mondo”

Gianna Jessen sopravvissuta all’aborto

I suoi genitori avevano diciassette anni quando fu concepita. La mamma, che non accettò la figlia, si rivolse in ritardo ad uno dei più grandi centri che praticano interruzioni di gravidanze presenti negli Stati Uniti. Essendo una gravidanza avanzata venne praticato un aborto salino. Questa procedura prevede l’iniezione di una sostanza salina nell’utero della madre che, una volta deglutito dal piccolo in grembo, ne causa la bruciatura degli organi interni ed esterni, dopodiché, entro le 24 ore successive, il bambino viene partorito morto. Negli Stati Uniti, fino al 2002, se un bambino nasceva vivo dopo un aborto l’usanza era quella di soffocarlo.

Qualcosa va storto perché Gianna nasce dopo 18 ore viva, inoltre, il medico che avrebbe dovuto finirla, è assente perché non ancora in servizio. Gianna viene soccorsa e sopravvive. Era il 6 aprile 1977.

L’aborto fallito le ha provocato una paralisi celebrale perciò i medici informano Penny, la donna che la riceve in affido, che la bimba non potrà mai camminare.

Penny non si scoraggia: prega per lei e tre volte alla settimana, instancabilmente, la porta in fisioterapia. A tre anni inizia a camminare con l’aiuto di tutori e in seguito riesce a farlo da sola.

“Quello che mi è successo è stato fatto in nome dei diritti delle donne, ma l’unica che si è curata dei miei diritti è stata l’ostetrica della clinica che mi ha trasferito d’urgenza all’ospedale. Mia madre aveva preso una decisione che “solo a lei spettava”, ma io ne porto le conseguenze.”

Ha raccontato la sua storia in diverse occasioni anche rivolgendosi a platee importanti come davanti a vari Organi Costituzionali Americani o al Sottocomitato Giudiziario del Congresso sulla Camera dei Comuni nel Regno Unito. Ama affermare: “So di parlare di qualcosa di scomodo, nominando Gesù Cristo in questi ambienti. Ma io non sono sopravvissuta per farvi sentire comodi. Volete insultarmi? Bene. I vostri insulti sono solo gioielli in più per la mia corona”.

Gianna è felice di vivere e di dipendere da Gesù per ogni cosa. Parla di sé come della bambina di Dio, e dice: “Sulla mia fronte è scritto trattami bene perché mio Padre è il padrone del mondo”.